Monastero della Visitazione


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Suor Maria Angelica Icaza

Spiritualità > Fondatori e sante

Suor Maria Angelica Icaza - (1877-1977)

Madre María Angélica Alvarez Icaza, nacque a Città del Messico il 17 dicembre 1887 e fu battezzata il 10 gennaio col nome di María Concepción. Bambina assai precoce, dimostrò di possedere temperamento volitivo e uno spiccato sentimento religioso che trovava nell'ambiente familiare l'humus propizio per un meraviglioso sviluppo.
Ma una prova durissima venne a sconvolgere la serenità familiare, «il primo e più grande dolore della sua vita», dirà la Serva di Dio: la perdita dell'ottima mamma, morta prematuramente il 31 gennaio 1896. In questa grave circostanza Conchita reagì a modo suo; rivolgendosi all'immagine della Madonna di Loreto, esclamò: «Da questo momento tu sarai la mia Mamma» (Mem. 8, n. 23). L'esperienza del dolore la maturò precocemente e le dischiuse gli orizzonti della sofferenza, offerta e vissuta in unione a Gesù, scelta anche volontariamente con le penitenze corporali. «Con quanta delicatezza Dio mi fece innamorare della sofferenza, fin dai miei giovani anni!» (Mem. 8, n. 37).
Nella sua stanza vi era un altarino addobbato, con l'immagine del sacro Cuore e di santa Margherita Maria Alacoque.

Conchita (così veniva chiamata in famiglia Maria Conception) non si stancava di guardarlo, mentre un pensiero la dominava: «Io volevo essere una suora come santa Margherita Maria Alacoque» (Mem. 8, n. 24).
Finalmente, in un momento di intenso raccoglimento, dopo aver ricevuto la santa comunione, comprese distintamente la volontà di Dio a suo riguardo: sarebbe entrata nel Monastero della Visitazione di Morelia. Era il 12 ottobre 1904, data memorabile nella sua vita, annotata con precisione. Vi si presentò, infatti, l'8 gennaio 1905, accompagnata dal padre e dalla zia Michela.
Iniziava per Conchita una nuova vita e un cammino di formazione che l'avrebbe plasmata nello spirito e nella tradizione dell'Ordine della Visitazione, impregnato del carisma salesiano.
Fu ammessa alla vestizione religiosa il 23 giugno dello stesso anno prendendo il nome di suor Maria Angelica.
Trascorso il tempo di formazione in noviziato, suor Maria Angelica fu accettata alla professione. Il solenne rito ebbe luogo il 25 giugno 1906, presieduto dall'arcivescovo di Michoacan, monsignor Atenogenes Silva, amico della famiglia Alvarez Icaza.
A partire da quel momento, la sua vita spirituale divenne un'ineffabile esperienza di Dio. Da vera figlia di san Francesco di Sales, fu fedelissima alla Regola abbracciata. Nella pace silenziosa delle giornate monastiche ella si rendeva conto che l'espressione più vera dell'amore a Cristo è la fedeltà alle piccole cose, alle tradizioni dell'Ordine; cosa non facile per lei, che avvertiva nell'intimo un crepitare di energie pronte a espandersi e affermarsi in aspre penitenze, in libere mortificazioni, in veglie prolungate di preghiera. Comprese che Gesù le tracciava un cammino di estrema semplicità, libero da qualsiasi sguardo che non fosse rivolto al compimento della volontà di Dio, e fece quindi dell'obbedienza la sua unica regola di vita: «L'obbedienza è il mezzo che ho per glorificare Dio».
Pochi mesi dopo la professione cominciò a soffrire le purificazioni passive della cosiddetta notte oscura. Fu un periodo di malattie fisiche e spirituali, di aridità e tentazioni, che durò per ben sette anni.

Il 25 marzo 1914, solennità dell'Incarnazione del Verbo divino, ricevette la promessa delle nozze mistiche e si incise a fuoco sul petto il nome di Gesù; ma la grazia più eccelsa le venne elargita il 20 aprile successivo con il dono del matrimonio spirituale: da questo momento ebbe inizio una continua intimità col Signore, vita mistica di immenso bene per la Chiesa. In questo stesso anno 1914 le furono rivelate e affidate tre missioni divine: «Mostrare gli "Incanti dell'amore divino", essere ritratto vivo di Gesù ed essere vittima di amore e di espiazione per la gloria di Dio e la salvezza delle anime» (Mem. 8, n. 160).

Nel 1916, sotto la presidenza carranzista, in seguito alla rivoluzione che agitò e sconvolse il Messico, la comunità della Visitazione fu costretta ad abbandonare il monastero e a cercare rifugio in Spagna, a Madrid, nel monastero che aveva dato origine nel 1901 alla fondazione di Morelia. Nei sei anni ivi trascorsi suor Maria Angelica sperimentò malattie, aridità spirituale, prove e tristezza, insieme a un'acuta nostalgia della patria; ma comprese che il modo migliore di unirsi col Verbo era accettare con piena adesione la solitudine e l'umiliazione. «Egli apre per me immensi vuoti... Dio è solo per me e vuole che io sia sola per lui».
Nel marzo 1922 la comunità si trasferì a Bonanza, presso Cadice; qui, come sacrestana, sviluppò tutto il suo delicato e generoso amore per il Signore. «La mia vita ora è un cielo, senza altra occupazione né preoccupazione che lui nel suo Sacramento d'amore».
Fu in questo periodo che si ammalò di tubercolosi, sperimentando sempre più nella sofferenza che Gesù era l'unica ragione della sua vita. Per volere divino guarì e continuò la sua vita di contemplazione e di umile servizio.
Il 18 gennaio 1940 la comunità si trasferì a El Puerto de Santa María. Qui, il 12 maggio dello stesso anno, suor Maria Angelica venne nominata assistente della comunità e il 31 dicembre dell'anno seguente maestra delle novizie.

Il 3 giugno 1948, suor Maria Angelica, insieme ad altre sette sorelle spagnole, ritornò in Messico in qualità di superiora e fondatrice, per la fondazione del Monastero a Città del Messico.
Il 21 aprile 1952 venne nominata dalla Santa Sede Presidente federale della Federazione dei Monasteri dell'Ordine della Visitazione del Messico.
Madre Maria Angelica, dopo una lunga e operosa vita, morì il 12 luglio 1977, lasciando alle sue figlie una feconda eredità spirituale e il desiderio di aprirsi alla grazia per vivere come vere adoratrici degli annientamenti del Verbo incarnato, nel nascondimento e nella preghiera umile, gioiosa e profonda.

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