Monastero della Visitazione


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Suor Benigna Consolata Ferrero

Spiritualità > Fondatori e sante

Suor Benigna Consolata Ferrero - (1886-1916)

La Serva di Dio Benigna Consolata Ferrero, nacque a Torino il 6 agosto 1885, in un'agiata e religiosissima famiglia, impegnata anche nella pubblica difesa degli interessi cattolici del tempo.
Educata all'applicazione delle virtù cristiane, compì gli studi elementari e classici; frequentando la scuola di religione, conobbe il canonico venerabile Luigi Boccardo (1861-1936).
Con la sua guida illuminata, iniziata nel 1898, la quindicenne Maria Consolata Ferrero, poté approfondire la nascente vocazione allo stato religioso, che avvertiva in sé; vocazione che fu coltivata e plasmata nei colloqui con il suo padre spirituale, il quale conoscendo la ricchezza interiore e gli aneliti di perfezione di Maria Consolata (questo il nome da laica), alla fine la indirizzò verso l'Ordine della Visitazione; padre Luigi Boccardo, in seguito scriverà una monumentale biografia di Consolata Ferrero, di cui parleremo più appresso.
Maria Consolata entrò ventiduenne, il 30 dicembre 1907, fra le Visitandine di Como e piena di zelo e di fervore, bruciò le tappe dell'iniziazione alla vita claustrale; il 5 novembre 1908 ci fu la vestizione prendendo il nome di Benigna Consolata; il 23 novembre 1909 emise la professione religiosa e i voti solenni il 28 novembre 1912.

Nei nove anni della sua intensa vita claustrale, ebbe come guida spirituale mons. Alfonso Archi (1906-1925) vescovo di Como e impareggiabile maestro di vita consacrata.
Suor Benigna, intanto raggiungeva uno stato mistico elevatissimo, ricevendo grazie straordinarie, immersa nell'Amore divino e nella confidente amicizia con Gesù, tanto che lei stessa, illuminata, si definirà "segretaria del Sacro Cuore".
Il suo "Diario" spirituale, già iniziato nel 1902, è pieno di elevate contemplazioni mistiche e di espressioni del Signore rivolte a lei; il messaggio spirituale di suor Benigna è un meraviglioso inno all'Amore di Dio e del prossimo, è la teologia di Dio Amore; l'Amore eterno che ci ha creato; l'Amore misericordioso che ci salva; l'Amore infinito che ci attirerà a sé nella beatitudine del Paradiso.
Nello stesso tempo la sua è una spiritualità, intrisa di quotidianità, dell'ascesi spietata applicata nel vivere di ogni giorno, anche nel più banale degli atti, e rivela una concretezza inusuale in una monaca di clausura.
Anche se spiritualmente ardite, le sue espressioni sono comunque teologicamente corrette; il suo linguaggio, come quello dei mistici di ogni tempo, per essere inteso correttamente, va interpretato nell'ottica dottrinale "dell'infanzia spirituale" di cui è piena la vita e gli scritti di suor Benigna Consolata, sull'esempio di s. Teresa del Bambino Gesù, s. Margherita Maria Alacoque, s. Faustina Kowalska, beata Elisabetta della Trinità, ecc.
La giovane suora cantore dell'Amore Divino, le cui meraviglie interiori erano note solo alla superiora e al direttore spirituale, morì a soli 31 anni, il 1° settembre 1916, nel monastero di Como, dove fu sepolta nella chiesa; la tomba è costantemente visitata da fedeli, che attirati dalla fama di santità già nota in vita, implorano la sua intercessione, per i loro affanni fisici e morali.
Il processo per la sua beatificazione, fu aperto il 1° dicembre 1925 e attualmente è presso la Congregazione Vaticana competente.
Nel 1928 il suo primo padre spirituale il canonico Luigi Boccardo, scrisse un'imponente biografia di suor Benigna, pubblicandone il primo volume; ma il linguaggio tipicamente mistico della giovane suora della Visitazione, riportato nella sua opera, non fu facilmente assimilato da teologi e monsignori di Curia, quindi la sua pubblicazione, fu letta, criticata, giudicata e condannata, senza un minimo di autodifesa, gli fu imposto da Roma di non stampare il secondo volume della Biografia; ciò provocò un grande dolore al canonico Boccardo, che umilmente ubbidì; in seguito diede alla stampa tre opuscoli, scritti in difesa della spiritualità mistica di suor Benigna.
Inoltre fu uno dei più zelanti promotori della Causa di Beatificazione e un prezioso teste al Processo Diocesano che si tenne a Torino.

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