Monastero della Visitazione


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S. Giovanna Francesca di Chantal

Spiritualità > Fondatori e sante

S.Giovanna Francesca Chantal - (1572-1641)

Nasce il 23 gennaio 1572 da Benigno Frémyot e da Margherita di Berbisey.
A un anno di età rimane orfana di madre. Educata virilmente dal padre, il barone Benigno Frèmiot, secondo presidente del parlamento di Francia, uomo insigne per pietà e fede, andò sposa a vent'anni al barone Cristoforo de Rabutin barone di Chantal. Ne ebbe sei figli e ne rimase vedova a ventinove anni, per un incidente di caccia.
Saggia amministratrice dei beni del marito, continuò ad esserlo in casa del suocero, sopportando con eroica pazienza, umiltà e carità tutte le contrarietà. Sempre si esercitò in opere di carità verso gli ammalati e i poveri, toccando l'eroismo e ottenendo anche il miracolo della moltiplicazione dei viveri.
Conobbe in visione la guida che il Signore le avrebbe concesso: il santo vescovo Francesco di Sales, il quale, a sua volta, ebbe la stessa visione, che gli permise di riconoscere la santa vedova, quale pietra angolare destinata da Dio all'edificazione del nuovo istituto.
A 38 anni, sotto la direzione del Vescovo di Ginevra, con altre tre compagne, fondava la prima casa della Visitazione di Santa Maria. Era il 6 giugno 1610.
Donna perfetta, forte, equilibrata, capace di adempiere la sua seconda missione di fondatrice senza minimamente trascurare la prima di mamma.

Vide morire, dopo il marito, tutti i suoi figli; una sola figlia le sopravvivrà: Francesca, che fu poi la signora di Toulongeon. Anche san Francesco di Sales, morendo nel 1622, la lascerà sola a condurre avanti l'Istituto per ben diciannove anni. Le prime e più preziose sue collaboratrici la precederanno nella vita eterna. Guiderà l'Ordine fino alla morte (con intervalli alternati di superiorato e sudditanza, conforme alle regole della Visitazione) avvenuta il 13 dicembre del 1641, lasciando 87 monasteri da lei fondati.
La sua beatificazione avvenne nel 1751; la sua canonizzazione nel 1767. A sollecitare l'elevazione agli altari della Santa fondatrice intervennero " voti del popolo cristiano, istanze reiterate da parte di Re e Principi cattolici e preghiere di venerandi Pastori della Chiesa ".
Dio le concesse di vivere con i santi: san Francesco di Sales, san Vincenzo de' Paoli, suo discepolo e ammiratore. Dio concesse pure alla Santa di conoscere ogni categoria di persone: i grandi nei loro castelli, i poveri nei loro tuguri, la gente dei campi nell'umiltà del suo lavoro quotidiano. A tutti aveva cominciato a far sentire il benefico influsso della sua carità, pratica, umile, soprannaturale.
Dio la chiama poi ad una vita di nascondimento dietro le grate di una clausura. Fu una vera mistica. San Francesco di Sales tenne con lei un epistolario nutritissimo. In ogni suo scritto risalta la sua spiritualità forte, equilibrata, umile, generosa, senza fronzoli né compromessi. Temprata alle più dure lotte che non le furono risparmiate: per quarant'anni ebbe a sostenere durissime tentazioni contro la fede che contribuirono a stabilirla in quella vera "estasi" che, nella spiritualità salesiana, consiste nell'"uscire" da se stessi per abbandonarsi totalmente a Dio.
Nell'intera economia della redenzione noi vediamo sempre accanto a quella dell'uomo l'opera della donna: a cominciare da Gesù e Maria. Senza voler venire a confronti, certamente il rapporto tra questi due Santi si può definire "unico" più che raro.

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