Monastero della Visitazione


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Maria Beatrice D'Este

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Maria Beatrice d'Este

Maria Beatrice Eleonora Anna Margherita Isabella d'Este, nacque nel Palazzo ducale di Modena il 5 ottobre 1658, figlia di Alfonso IV, duca di Modena, e di Laura Martinozzi.
Educata nel monastero della Visitazione di Modena, manifestò fin da bambina una profonda religiosità ed il desiderio di entrare nel nostro monastero, ma la politica e la ragion di Stato non le permisero di realizzare questo proposito.
Luigi XIV, il "Re Sole", appoggiato da papa Clemente X, voleva favorire il ritorno del Cattolicesimo in Inghilterra facendo sposare al principe di York, Giacomo II Stuart, che era cattolico, una principessa cattolica.
La scelta cadde su Maria Beatrice che, già votata a farsi suora, non ne voleva però sapere. La madre inizialmente l'appoggiò, ma ormai tutto era deciso e a risolvere la questione fu l'intervento del Papa, che fece sapere a Maria Beatrice che sarebbe stato più meritorio e utile per la Chiesa cattolica sposare il futuro re d'Inghilterra piuttosto che entrare in convento. Maria Beatrice acconsentì al volere del Papa.

Le nozze
Il 30 settembre 1673, a Modena, il quarantenne Giacomo II sposò per procura la quindicenne principessa d'Este, senza sfarzo e festeggiamenti, quasi in segreto.
Il 1 novembre 1673 Maria Beatrice ed il suo seguito poterono sbarcare a Dover diretti a Londra, dove avvenne l'incontro dei due sposi che non si erano mai visti e conosciuti prima.

La vita a corte per Maria Beatrice fu durissima per il disprezzo dei cortigiani che la chiamavano "la figlia del papa" o "la papista", e la calunniarono. A queste sofferenze si aggiunsero anche le infedeltà del marito che continuò la sua vita libertina, e la morte, procurata da alcuni membri della corte, di quattro dei sei figli avuti dal matrimonio (un settimo si aggiungerà più tardi).
Alla morte di Carlo II e all'ascesa al trono di Giacomo II, il comportamento del marito cambiò e fra i due si stabilì un rapporto più affettuoso, grazie soprattutto al carattere mite della nuova regina. Non cambiò invece il rapporto coi protestanti che non potevano accettare un re e una regina cattolici.

L'esilio
Ne scaturì la cacciata degli Stuart. Maria Beatrice e Giacomo II furono costretti all'esilio e si stabilirono a St. Germain en Laye, presso Parigi.
Maria Beatrice, alla morte di Giacomo II nel 1701, assunse la reggenza per il figlio Giacomo Francesco Edoardo cui il Re Sole riconobbe il titolo di "Giacomo III": Maria Beatrice difese strenuamente i diritti del figlio e lo spronò a continuare l'azione del padre volta a riportare uno Stuart sul trono d'Inghilterra, convinta di essere portatrice di una missione divina.
A Giacomo III fu offerto il trono a condizione che, anche solo formalmente, si convertisse al protestantesimo, ma egli rifiutò la proposta.
Maria Beatrice, ultima regina cattolica d'Inghilterra, ricordata dagli inglesi come "Mary of Modena", morì il 7 maggio 1718 e fu sepolta accanto al marito.
Nel 1793, durante la rivoluzione francese, alcuni fanatici violarono le tombe dei due sovrani e dispersero i resti di entrambi.

Canonizzazione
Recentemente (2007) si è costituito a Modena un comitato per ottenere dall'autorità ecclesiastica l'introduzione della causa di canonizzazione della regina Maria Beatrice, ravvisando nella vita della regina "tutti gli elementi che contraddistinguono la santità", cioè una condotta di vita moralmente irreprensibile e inattaccabile e la virtù della rinuncia: "Maria Beatrice è stata capace di rinunciare a un trono in nome della propria Fede, seguendo il motto: "non si può barattare il Regno dei Cieli con un regno terreno, per quanto grande esso sia". In un mondo dove il motto dominante è "fai ciò che vuoi" e dove ogni più piccola rinuncia a beni materiali sembra insopportabile, Maria Beatrice costituisce un esempio di vita, un vero e proprio faro.
I contemporanei dicono di lei che fu di bell'aspetto, gentile e regale nel portamento, affabile, sempre di buon umore e religiosissima per cui anche sotto gli abiti eleganti indossati portava un cilicio e prima di coricarsi pregava lungamente e devotamente in ginocchio sul pavimento freddo. Lo storico inglese Martin Haile che per primo l'ha studiata e descritta nell'opera "Queen Mary of Modena. Her life and letters" pubblicata nel 1905, afferma che "più leggiamo le sue lettere e conosciamo il suo carattere sempre più cresce in noi la stima e l'ammirazione per lei".

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