Monastero della Visitazione


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Foglietto mensile

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Una voce dal monastero

giugno 2019


Alcuni amici ci hanno chiesto di mettere anche nel nostro sito il testo del foglietto informativo che, da più di quindici anni, mettiamo a loro disposizione ogni mese.

Santa Margherita Maria Alacoque
Autobiografia


80. Nostro Signore le manda il reverendo padre La Colombière (continuazione)

Allorché quel sant'uomo era giunto, mentre parlava alla comunità, avevo udito interiormente queste parole: "Ecco colui che ti invio".
Me n'ero resa conto subito, durante la prima confessione delle Quattro Tempora, perché, senza che ci fossimo mai visti né parlati prima, si era intrattenuto molto a lungo con me e mi aveva parlato come se avesse capito cosa mi succedeva.
Ma quella volta non avevo voluto aprirgli il mio cuore e, avendo lui visto che volevo ritirarmi per paura d'infastidire la comunità, mi aveva chiesto se mi sarebbe stato gradito che venisse a trovarmi un'altra volta per potermi parlare.
Il mio carattere timido, che temeva tutti questi contatti, mi aveva indotta a rispondergli che, non stando a me decidere, avrei fatto tutto quanto l'obbedienza mi avrebbe ordinato.
Mi ero ritirata dopo un colloquio di circa un'ora e mezza. Di lì a poco, era ritornato e, sebbene sapessi che la volontà di Dio era che gli parlassi, non avevo smesso di provare una spaventosa ripugnanza nel parlargli ed era stata la prima cosa che gli avevo detto. Aveva risposto che era felice di avermi dato occasione di offrire un sacrificio a Dio.
Allora, senza pena né sforzo, gli avevo aperto il mio cuore e gli avevo mostrato il fondo della mia anima, sia nel bene sia nel male.


81. Il reverendo padre la rassicura insegnandole a stimare i doni di Dio

Mi diede grandi consolazioni e mi assicurò che non c'era nulla da temere nel comportamento di questo spirito, tanto più che non mi allontanava dall'obbedienza. Mi disse pure che dovevo seguire i suoi moti abbandonandogli tutto il mio essere, per così sacrificarmi e immolarmi a suo piacimento.
Ammirando la grande bontà del nostro Dio, che non aveva desistito dinanzi a tanta resistenza, m'insegnò a stimare i doni di Dio e a ricevere con rispetto e umiltà le frequenti comunicazioni e gli incontri con cui mi gratificava, per i quali avrei dovuto rendere continuamente grazie di fronte a una bontà così grande.
Gli feci intendere che quel Sovrano della mia anima mi stava sempre così vicino, in ogni tempo e luogo, che non riuscivo a pregare oralmente, sebbene mi facessi grandi violenze, e che restavo talvolta a bocca aperta senza poter pronunciare una sola parola, soprattutto quando si diceva il rosario.
Lui allora mi disse che non dovevo farlo più e che mi sarei dovuta accontentare di quel che era obbligatorio, aggiungendovi il rosario allorché mi fosse stato possibile.
Avendogli raccontato qualcosa delle carezze più particolari e delle unioni d'amore che ricevevo dall'Amato dell'anima mia, e che qui non descriverò, mi disse che era un buon motivo perché mi umiliassi e perché lui ammirasse la grande misericordia di Dio nei miei confronti.
Quella bontà infinita non voleva che ricevessi alcuna consolazione, senza che mi costasse molte umiliazioni, e questo colloquio me ne attirò in gran numero, ma anche il reverendo padre ebbe molto da soffrire a causa mia.
Dicevano che volevo raggirarlo con le mie illusioni e ingannarlo come gli altri, ma non se ne addolorò e proseguì a prestarmi il suo soccorso per quel poco che rimase in questa città e anche in seguito.
Cento volte mi sono stupita che non mi abbandonasse come gli altri, perché il modo in cui lo trattavo avrebbe respinto chiunque altro, sebbene lui non risparmiasse nulla che potesse umiliarmi e mortificarmi, cosa che mi faceva molto piacere.


82. Il puro amore unisce questi tre cuori per sempre

Una volta che venne a dire la S. Messa nella nostra chiesa, Nostro Signore fece a lui e anche a me una grandissima grazia.
Infatti, quando mi avvicinai per riceverlo nella santa comunione, mi mostrò il suo sacro Cuore come un'ardente fornace e due altri cuori che vi si univano e vi affondavano. E mi disse: "È così che il mio puro amore unisce questi tre cuori per sempre". Dopodiché mi fece capire che questa unione era tutta per la gloria del suo sacro Cuore, di cui voleva che rivelassi i tesori, in modo che il reverendo padre ne facesse conoscere e ne divulgasse il vantaggio e l'utilità.
Per questo Lui voleva che noi due fossimo come fratello e sorella, dividendoci in misura eguale i beni spirituali.


(Continua)

Vita del Monastero
Mese di maggio


In questo mese una signorina ha fatto presso di noi un ritiro per discernimento vocazionale.

L'ANGOLO DELLA POESIA


El to soriso Maria

Se podessimo védar
el to soriso, Maria,
mi credo che la vita
più bela la sarìa.
Se podessimo véderlo,
almanco par un istante,
anca el nostro viso
splenderìa come diamante.
El to soriso,
Madona benedeta,
soriso el xe de bontà,
de teneressa,
de misericordia,
de carità.
Soriso el xe d'amor,
che dentro el sera
la bontà materna
de nostro Signor!


Nenéi

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