Monastero della Visitazione


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Una voce dal monastero

Febbraio 2018


Alcuni "amici" ci hanno chiesto di mettere anche nel nostro sito il testo del foglietto informativo che, da più di quattordici anni, mettiamo a loro disposizione ogni mese.

Sospendiamo temporaneamente l'autobiografia di S. Margherita Maria Alacoque in occasione della ricorrenza dei 350 anni dalla nascita del nostro Santo Fondatore (21 agosto 1567). Vi presentiamo alcuni scritti tratti da: "San Francesco di Sales studiato nelle sue lettere".

San Francesco di Sales
Guida e padre



Il metodo (continuazione)

"Affidatevi dunque in tutto - continua questo vero maestro della fiducia - alla dolce misericordia di Colui che mette la sua mano sotto coloro che cadono senza malizia perché essi non si feriscano per nulla e li rialza così rapidamente che essi non si accorgono né di essere caduti, perché la mano di Dio li ha raccolti, né di essersi rialzati, perché li ha sollevati così alla svelta che essi non se ne sono neppure resi conto".
Non è certo possibile dipingere più delicatamente la tenerezza della bontà di Dio, né dare maggiore fiducia alle anime più timorose.
Fiducia spinta fino ai limiti estremi perché si appoggia su Dio solo, misericordia infinita, una fiducia che non diventerà mai presunzione perché sarà sempre accompagnata dalla diffidenza di sé.
A questo proposito, il Santo dava quest'avviso a una nuova superiora: "Questa diffidenza è positiva finché serve da base alla fiducia che dovete avere in Dio, se invece vi porta a qualche scoraggiamento, inquietudine, angoscia o malinconia, vi scongiuro di rigettarla come la tentazione delle tentazioni".
In queste righe S. Francesco di Sales ha nominato alcuni fra i nemici che insidiano le anime migliori, soprattutto quelle più impegnate nella propria santificazione: scoraggiamento, inquietudine, angoscia, malinconia. A tali nemici, egli oppone il coraggio pacifico con l'indefettibile fiducia in Dio, vi aggiunge poi la gioia e lo sguardo rivolto a nostro Signore.
Sotto la penna dell'amabile santo tornano spesso queste parole: "Vivete gioiosa e coraggiosa perché Dio è il Dio della gioia. Il vostro cuore appartiene a Dio, vivete felice di avere una così buona dimora. Vivete gioiosa, siate generosa: il Dio che noi amiamo, e al quale siamo votati, ci vuole così. Tenete il vostro cuore ben largo davanti a Dio, viviamo sempre con gioia alla Sua presenza. Egli ci ama, ci ama teneramente, è tutto nostro questo dolce Gesù!".
Non vi è abbastanza per colmare l'anima di una santa gioia?
Rivolgendosi a una figlia spirituale, molto portata alla malinconia, scrive: "Non riesco a pensare come possiate ammettere nel vostro cuore queste smisurate tristezze, dal momento che siete figlia di Dio, da tempo affidata al seno della Sua misericordia e consacrata al Suo amore".
E a un'altra, che aveva fatto qualche progresso a questo riguardo: "Sono consolato dal fatto che abbiate lo spirito più sereno che tempo fa. Sono sicuro che questa serenità e consolazione cresceranno e diffonderanno il loro prezioso profumo su tutte le situazioni della vostra vita, soprattutto di quella domestica".
Il saggio direttore ama anche insistere, soprattutto nei suoi consigli alle donne che vivono nel mondo, sul fare onore alla devozione, renderla amabile, attraente e, per mezzo di questa dolce gioia, "diffusa con semplicità su tutte le azioni e le parole, dare consolazione a coloro che ne sono testimoni,
affinché ne glorifichino Dio".
S. Francesco di Sales, in effetti, non vuole saperne di una devozione immaginaria, trasandata, malinconica, fastidiosa, angosciata, imbronciata, ma vuole una devozione dolce, soave, gradevole, pacifica, tutta schietta e che si faccia amare innanzitutto da Dio e poi anche dagli uomini.
Egli afferma che le tristezze sono nemiche della devozione e aggiunge: "Di che cosa deve rattristarsi una giovane che serve Colui che sarà per sempre la nostra gioia? Nulla, se non il peccato, ci deve dispiacere e affliggere e perfino in fondo al dispiacere per il peccato, anche lì, bisogna che siano presenti la gioia e la consolazione santa".
Questo grande partigiano della gioia spirituale arriva a tanto! Così l'anima che egli guida saprà umiliarsi gioiosamente perché, avendo posto come fondamento l'umiltà del cuore e l'amore per la propria abiezione, si compiace nel vedere e conoscere la propria miseria, che la abbassa ai suoi occhi e agli occhi degli altri.


(Continua)

Vita del Monastero
Mese di gennaio

24 gennaio: E' stata per noi una vera gioia la numerosa partecipazione di fedeli alla S. Messa per la festa di san Francesco di Sales, nostro Fondatore.

L'ANGOLO DELLA POESIA
In dialetto veneto



Tuto sarà più facile

Picolo fringuelo,
quanto ti si belo!
Ti salti
da un ramo a l'altro
inamorà…
Mi te vardo,
da soto,
imagà.
Se la me vita
la provarò viver
come ti,
tuto sarà più facile:
Dio sarà co mi!


Col cor legero

Co posso andare a lèzar
su e zo pel giardin,
me gusto la natura
e quelo che me circonda,
l'arieta fresca e pura,
la luce e la forte ombra.
Po, co torno a casa,
me sento, par davero,
come dopo 'na scampagnada:
stanca (a le volte),
ma col cor legero..



Nenéi

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