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Devozione

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Sacro Cuore di Gesù
cenno storico e dottrinale


(da "Spunti"- agosto 2003)

La devozione al Sacro Cuore di Gesù è contenuta essenzialmente nella Divina Rivelazione. I Padri della Chiesa esortarono continuamente i fedeli a corrispondere all'amore del Salvatore immolatosi per gli uomini, facendo non di rado meditazioni sul costato trafitto di Cristo. Attraverso il costato squarciato si arriva al Cuore e comincia a stabilirsi un accostamento tra il Cuore e l'Amore di Gesù Cristo per il genere umano.
Ma è sotto l'influsso dello Spirito Santo che a partire dall'XI secolo nella Chiesa Cattolica si sviluppa una elaborazione teologica sul culto del Cuore di Gesù, stimolata dai fenomeni mistici di anime elette come santa Matilde e Santa Geltrude.
Un grande devoto, San Francesco di Sales, trasmise la sua pietà al Sacro Cuore alle Monache Visitandine.

San Giovanni Eudes, definito nel breve di beatificazione «padre, dottore e apostolo di questa devozione», ne inizia il culto pubblico e ufficiale, approvato prima in molte diocesi francesi e poi da vari papi. Al culto del Cuore di Gesù, S.Giovanni Eudes affianca quello del Cuore di Maria.
In questo contesto storico, una monaca Visitandina del monastero di Paray-le-Monial, S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690), nella prima grande apparizione del 27 dicembre 1673 viene istruita da Gesù sull'amore che esso nutre per l'umanità e sul desiderio divino di salvare tutti mediante il Suo Cuore. Ella vede il Cuore circondato da una corona di spine e sormontato dalla croce, quale simbolo dell'Amore di Gesù. Un amore disprezzato che cerca amore e riparazione.
Il culto al Sacro Cuore conosce una rapida diffusione, ma sorgono anche forti avversari, specialmente i giansenisti, che gridano alla idolatria perché si adora un cuore di carne. La Chiesa definisce invece che la natura umana di Cristo è degna di adorazione, perché costituisce un tutt'uno con la natura divina nella Persona del Verbo. Pio VI insegna che si adora il Cuore perché «inseparabilmente unito con la Persona del Verbo».

Nel 1856 il papa Pio IX estese la festa del Sacro Cuore a tutta la Chiesa e nel 1928, dopo aver approvato un nuovo Ufficio e una nuova Messa, Pio XI elevò la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù al grado delle solennità principali della Chiesa universale. Si celebra il venerdì che segue la II domenica dopo Pentecoste.

La devozione al Sacro Cuore ha segnato il risveglio della fede dopo gli attacchi del giansenismo e del razionalismo, stimolando nei fedeli il senso di corrispondenza all’amore di Gesù Cristo. Un amore che ci chiede non solo di consacrarci, ma anche di riparare, perché è evidente a tutti che l'amore di Gesù è un amore disprezzato e trascurato.




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